Opere d'ingegno creativo e reddito assimilato a lavoro autonomo

Pubblicato il da assoautori

Dal precedente articolo del 22 gennaio 07, sappiamo che produrre, esporre e vendere proprie opere d'ingegno creativo per un autore "senza partita iva" può produrre redditto assimilato a lavoro autonomo.

 

Ora parliamo di come documentare tale reddito in modo da poterlo inserire in dichiarazione dei redditi.

 

La qualificazione di reddito assimilato al lavoro autonomo della cessione dei diritti d'autore è riconosciuta alle seguenti condizioni:

1. utilizzazione economica concernente nella cessione o concessione di diritti su opere dell'ingegno;

2. deve avvenire direttamente dall'autore;

3. l'autore non deve conseguirla nell'esercizio di imprese commerciali (D.Lgs. n. 114 del 31/03/1998, art. 4, comma 2, lettera H).

4. il passaggio di diritti d'autore deve essere scritto e la certificazione del compenso deve essere rilasciata dal committente o acquirente.

 

Vediamo nel dettaglio le condizioni:

Le opere d'ingegno opere sono tutelate dal libro quinto, titolo nono, capo primo del Codice Civile. In particolare l'articolo 2575 ne da' un primo elenco, le leggi generali sono derogati a favore di leggi speciali come la LEGGE del 20 GIUGNO 1978 n. 399 che all'art.2 dà un elenco aggiornato e completo sulle attività protette e in applicazione di questa legge si è modificata la Legge 22 aprile 1941, n. 633. L'opera d'ingegno creativo è costituita da un corpus misticum e un corpus meccanicum, il primo è l'immateriale creatività il diritto vero e proprio, il secondo è il contenitore materiale che conserva l'atto creativo. Cedendo i diritti d'autore si cede anche il corpo fisico che li racchiude, mentre se si cede il corpo fisico non necessariamente si cedono i diritti d'autore, quindi per non diventare un indennizzo per altrui arricchimento ingiustificato e potersi avvelere dell'opera legittimamente la cessione dei diritti d'autore deve essere messa per iscritto. Le principali utilizzazioni economiche dei diritti d'autore sono il diritto di pubblicazione, di seguito, di riproduzione, di trascrizione, di esecuzione in pubblico, di comunicazione al pubblico, di distribuzione, di traduzione, di pubblicazione in una raccolta, di rielaborazione, di noleggio e prestito, ecc. Senza la cessione dei diritti d'autore acquistando un opera non si potrebbe mostrare pubblicamente, neanche ad amici o parenti.

 

Il terzo punto evidenzia che se l'autore non deve aver optato per svolgere quell'opera all'interno di una professione o di un impresa commerciale.

 

Il quarto e ultimo punto evidenzia come il passaggio dei diritti deve essere documentato in modo da non crearsi problemi, patti chiari amicizia lunga. Inoltre è bene mettere in evidenza i proventi che ha ottenuto l'autore dalla sua cessione in modo da poterli inserire in dichiarazione dei redditi. A riguardo l'autore ha diritto al pagamento del lordo pattuito se l'acquirente o committente non è sostituto di imposta. Al contrario se è un sostituto di imposta deve ricevere copia del versamento quietanzato dell'f24 che lo riguarda.

 

Per quanto riguarda la tassazione, i proventi lordi derivanti dall'utilizzazione economica delle opere d'ingegno da parte dell'autore sono tassati con un'aliquota del 20% sul 75% dell'importo se l'autore ha almeno 35 anni, altrimenti il 20% sarà calcolato sul 60% del lordo (autori con meno di 35 anni). Non è consentito scaricare alcun costo analitico anche se documentato. Questo è un sistema forfettario che elimina ogni formalità per chi realizza e vende proprie opere d'ingegno creativo come sancito dalla convenzione di Berna e relativa legge speciale.

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Buongiorno, Vi disturbo per chiederVi un parere: ho lavorato per oltre 20 anni come fumettista (non dipendente) per un editore (quindi lui possessore di partita Iva), in regime di ritenuta d'acconto del 20% sul 75%; ora questo rapporto è alla fine, e mi trovo a lavorare principalmente per committenti esteri (senza sede in Italia, quindi non configuranti come sostituto d'imposta). A quanto capisco come creativo potrei anche non dichiarare nulla, e non aprire partita iva. Volendo potrei rilasciare ricevuta semplice non soggetta ad Iva, secondo il DPR 633/72, art.3 comma 3 (quindi anche senza marca da bollo da 2€), e rientrare nella tassazione Irpef ordinaria, senza essere soggetto ad alcuna gestione previdenziale (gestione separata, o altro). A meno che non mi capiti nuovamente di prestare la mia opera a detentore di partita Iva, caso in cui dovrei tornare a dichiarare in ritenuta d'acconto. E' corretto? Grazie mille per la disponibilità! Colgo l'occasione per augurare un ottimo nuovo anno. Buona giornata! Andrea Bormida
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